FESTIVAL TEATRO BASTARDO 2015


FESTIVAL
TEATRO BASTARDO 2015
SICILIA QUEER

FIRST EDITION
PALERMO 6-15 NOVEMBER


 

Finalmente ci siamo! Il festival Teatro Bastardo (TB) dopo tanti sforzi e grazie alla collaborazione di tanti sostenitori, privati e pubblici, è alla sua prima edizione, con molti propositi, attese, progetti.

L’Associazione Culturale Sicilia Queer cinque anni fa dava vita al primo festival di cinema, nel sud Italia, a tematica glbti (gay lesbico bisex transgender e intersex), includendo – già da allora – nel suo programma l’urgenza di oltrepassare l’istanza queer – nell’univoco significato di studi sull’universo omosessuale – per tentare di operare un discorso più ampio riguardante tutte le differenze e soprattutto per sviluppare l’etimo queer come prospettiva attraverso cui osservare e analizzare il cinema, il teatro e la formazione, che sono gli ambiti di cui finora l’associazione si è occupata.

Tra l’altro quest’urgenza ha permesso di mantenere fede all’idea originaria di realizzare una serie di attività culturali a carattere permanente, che partendo dal festival del cinema potessero fornire l’opportunità di focalizzare su più fronti la riflessione sui diritti delle persone, sulle differenze e sulle identità plurali di ognuno.

Il festival Teatro Bastardo (TB) si colloca pertanto all’interno di questa ampia elaborazione culturale, che si sforza di dare spazio alla ricerca e al confronto sui temi della diversità e sui diversi modi di fare ricerca teatrale. La scelta di chiamare bastardo questo festival rientra nel progetto di valorizzare l’istanza queer più da un punto di vista prospettico – deliberatamente destrutturante nei confronti di cose, fatti, persone – che da quello contenutistico e limitato al solo mondo glbti. Come nel mondo anglofono si è operata una risemantizzazione del vocabolo queer (= strambo), usato prima di allora in senso dispregiativo per connotare gli omosessuali, adesso – prendendo a prestito il termine bastardo – si vuole tentare di risignificarlo in un’accezione positiva, ovvero come sfida coraggiosa di chi non ha paura di lavorare sulle linee di confine dove tradizione e innovazione si incontrano, dove la molteplicità, le sfumature e le zone d’ombra trovano casa. L’idea è di operare una riflessione sempre più radicale all’interno di un perimetro dove è possibile ancora concedersi la sospensione del dubbio, il tempo dell’attesa senza essere divorati dalla frenesia dei nostri tempi nei quali spesso non è più possibile uno spazio di elaborazione adeguato poiché dietro l’angolo c’è sempre la novità, imposta dalla legge del mercato, che incombe, novità alla quale bisogna far spazio a discapito del tempo del lavorio mentale che fa maturare i saperi e le conoscenze in modo appropriato.
Partiti dal proposito ambizioso di realizzare una sorta di Stati generali del Queer, il festival Teatro Bastardo vorrebbe tentare di costruire uno spazio volto non soltanto alla fruibilità di spettacoli teatrali ma anche alla riflessione su cos’è o cosa potrebbe essere l’istanza queer nelle sue declinazioni artistiche, sociali, culturali e politiche. Per far ciò abbiamo previsto momenti d’incontro con artisti, teorici e operatori culturali (del teatro e del cinema) di richiamo nazionale e internazionale che orbitano attorno all’universo queer. Agli ospiti verrà richiesto un confronto e uno scambio di buone pratiche su come viene inteso e sviluppato tale concetto in Italia e al di là dei suoi confini, a partire dai progressi nell’ambito dei queer studies sino ad arrivare alle forme attraverso cui il modello culturale queer viene incarnato ed espresso.
La nostra idea è quella, quindi, di creare uno spazio di ricerca teatrale che sia di contaminazione e di imbastardimento fra diverse forme artistiche, fra diverse fonti di ispirazione, fra differenti modi di sperimentare sul vecchio e sul nuovo senza soluzione di continuità.
Il progetto di ricerca, che si sviluppa su base triennale, sarà dedicato ogni anno ad uno o più artisti. Per questa prima edizione il nostro omaggio sarà rivolto a Nino Gennaro, poeta e drammaturgo siciliano del quale ricorre il ventennale della morte, e a Pier Paolo Pasolini.
Il tema scelto per il triennio è quello del confine. Il confine inteso non come spazio bidimensionale del limite o del margine, ma come luogo tridimensionale dove anche le metafore, le allegorie, i simboli e tutte le figure retoriche, che ad esso si possono ricollegare, trovano dimora.
Questo tema, sebbene apparentemente ‘restringente’ nella sua concettualizzazione, funge invece da trampolino per i più bizzarri slanci creativi e per gli spunti di riflessione che suggerisce l’estrema contingenza sociale e politica che lo caratterizza. Sono ricollegabili ad esso la questione dei migranti, le recrudescenze dei conflitti internazionali per motivi religiosi, le differenti discriminazioni portate alla luce dalla cronaca quotidiana – solo per fare alcuni esempi.
Il confine non è certo un tema inesplorato – realtà culturali più anziane come quella del festival internazionale del cinema di frontiera di Marzamemi o il festival performativo di Drodesera l’hanno scelto come nucleo centrale attorno al quale fare orbitare la propria intera programmazione. Non è un caso però che entrambe le manifestazioni si collochino rispettivamente una all’estremo sud e l’altra all’estremo nord d’Italia. Di realtà di confine si tratta in tutt’e due i casi, un confine non solo geografico ma che si pone come prospettiva sul mondo.
Così anche noi, partendo dal teatro e dal cinema, vorremmo contribuire a porre un’attenzione maggiore su temi sociali di carattere universale, con l’augurio – in questo modo – di ridare al Mediterraneo quella centralità che ha sempre avuto nella riflessione culturale incrementandone sempre più il processo di civilizzazione delle convivenze plurali, laddove una parte d’Europa sembra intravedere nel potere economico la forza determinante e spesso esclusiva del progresso dei popoli.

Giovanni Lo Monaco
Direttore artistico
festival Teatro Bastardo


 


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