«Occorre uccidere sul nascere qualsiasi speranza,
prima che diventi l’ultima a morire».

Giorno 11 e 12 novembre è di scena Rosario Palazzolo: scrittore, drammaturgo, regista e attore, una di quelle voci siciliane “anomale” che, per originalità e poliedricità, spicca nel panorama nazionale, una voce che non si lascia etichettare, che non dà tregua, che investe, sconquassa, supera limiti e convenzioni di genere.


mercoledì 11 / giovedì 12 novembre
Teatro Montevergini, ore 21:00
PORTOBELLO NEVER DIES

testo e regia di Rosario Palazzolo
con Francesco Gulizzi, Salvatore Nocera, Rosario Palazzolo


Rosario Palazzolo sarà al Teatro Montevergini per il Festival Teatro Bastardo con il suo “Portobello never dies”, acclamatissimo vincitore del Premio Fringe al 18° Festival Internazionale del Teatro di Lugano.
Tre uomini (Letto Unu, Letto Dui e Letto Tri), in una specie di camera d’ospedale, attendono che qualcosa accada, una qualsiasi cosa che possa trascinarli via da quel luogo asettico e innaturale.
I personaggi, confondendosi l’uno con l’altro in un serratissimo dialogo, ricostruiscono le dinamiche di una festa che è stata – un banchetto nuziale? – e che vorrebbero fosse ancora. Tre modi di osservare la vita, tre chiavi di lettura, tre angosce differenti, sospese in attesa di qualcosa che probabilmente non accadrà. È il racconto corale di un’umanità allo sbando, priva di riferimenti, un’umanità misera, meschina, svuotata, che, tra affermazioni perentorie e dissimulazioni, resta pietrificata davanti al baratro della propria inconcludenza.


«A chi è aperto o predisposto a ricevere qualcosa di nuovo, Palazzolo dona incredibili pagine scritte senza punteggiatura, ma dense del ritmo veloce del grande narratore che toglie il respiro, oppure regala tempeste di virgole che si trasformano in una musicalità di linguaggio originale e unico, ma Palazzolo, e tengo a dirlo, non inventa alcuna lingua. Questo è il suo personalissimo modo di scrivere, ed è solo il frutto di una profonda e meticolosa ricerca stilistica che come base ha l’amore per la parola. Una parola succhiata, mangiata, fagocitata e poi sputata, riplasmata e donata a nuova vita, dentro un concetto di libertà espressiva a confronto con la realtà quotidiana. Una parola sommata ad altre parole, mai messe a caso, sempre pesate che si trasformano in un motore che una volta azionato va fino in fondo adattandosi allo spessore culturale e ambientale dei personaggi, mischiandosi con loro, fino a creare eterogenei individui di uno spaccato che rappresenta una Sicilia popolare. Una parola parlata, quella di Palazzolo. Intelligente e colta. Diretta e inimitabile. Una parlata che incanta, seduce, che sprizza vita e vivacità, che anima, incalza, scandisce, completa e scanna ogni personaggio […]».
(Ivo Tiberio Ginevra | «Thrillercafé»)

Per la narrativa ha scritto “L’ammazzatore” (2007), “Concetto al buio” (2010) e “Cattiverìa”
(2013) tutti pubblicati con Perdisa Pop.