Domenico Colosi | «tempostretto.it», 26/11/2016

• «La luce e il lutto. Un bianco candore invade la scena: il dolore fisico della perdita, paralisi dell’anima, è soppiantato dal lungo momento dell’elaborazione.

La ricostruzione di una fisionomia aderente alla realtà, rapide epifanie attraverso pochi oggetti rinvenuti nelle consuete dinamiche di un trasloco: un portalampada, vestiti, alcuni libri creduti smarriti. Il dialogo incessante tra Riccardo, storico che parla per citazioni, e Simona, compagna di un tempo relegata nello spazio bianco tra memoria e oltretomba».

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