Continua l’esplorazione del concetto di “confine”, portata avanti dal Festival Teatro Bastardo come ambito di ricerca triennale, con una giornata dedicata interamente alla figura di Pier Paolo Pasolini.

Novembre quest’anno è anche il 40° anniversario della morte di Pasolini: intreccio e contagio di scrittura, corpo e vita, e la ripugnanza verso ogni compromissione. Il tema del confine riferito all’opera di Pasolini indica un pensiero che si pone nel fuori di ciò che gli viene assegnato, che si occupa del mondo e della vita, e che per questo risulta indecente, scandaloso. Azione e poetica in Pasolini si spingono al limite del sostenibile e dell’incomprensione, assumono tratti a prima vista reazionari o quantomeno antipatici, e al contempo forzano la ragione del presente per la loro visionarietà nella capacità che hanno di descrivere il potere nella sua atrocità, nel processo di incisione e scrittura dei corpi e dei gruppi sociali con codici estetico-comportamentali, sessuali e morali.


lunedì 9 novembre | incontri
Teatro Montevergini, ore 17:30
PIER PAOLO PASOLINI: LA POETICA DEGLI SCONFINAMENTI

Tavola rotonda con: Umberto Cantone (regista) / Matteo Di Gesù (Università di Palermo), Ambra Carta (Università di Palermo) / Giuseppe Marsala (Università di Palermo)
Modera: Roberto Giambrone (giornalista)


La tavola rotonda in programma alle 17.30 al Teatro Montevergini prevede interventi che raccontano Pasolini da diverse angolature. Ambra Carta parlerà del rapporto con il femminile; Matteo Di Gesù dei confini tra i linguaggi; il rapporto di Pasolini con il teatro sarà il tema dell’intervento di Umberto Cantone, mentre Giuseppe Marsala esplorerà il travagliato rapporto con la modernità attraverso la relazione tra Pasolini e l’architettura e la città moderna. L’incontro sarà introdotto e moderato da Roberto Giambrone.


lunedì 9 novembre | spettacoli
Teatro Montevergini, ore 20:00
PASOLINI: UNA VITA AL CONFINE
mise en espace

laboratorio teatrale condotto da Enrico Roccaforte
A seguire: proiezione di “Arruso” (2000, 18’, video) di Franco Maresco e Daniele Ciprì


Alle 20 al Teatro Montevergini la mise en espace di un laboratorio per attori, musicisti, performer e artisti condotto daEnrico Roccaforte al TMO (Teatro Mediterraneo Occupato).
Per Enrico Roccaforte, interprete e regista teatrale e cinematografico, «il laboratorio è nato dalla necessità di comprendere in che modo, a quarant’anni dalla sua morte, un personaggio così importante e centrale per la nostra cultura per tutto quel che ha scritto, dichiarato e realizzato, può ancora essere considerato un contemporaneo, un uomo, un intellettuale che continua a parlarci.
L’esperienza laboratoriale si è sviluppata a partire dalle lettere di Pasolini. Come in una veglia funebre, le persone che lo hanno conosciuto approfonditamente diventano personaggi e raccontano non più solo il poeta, l’intellettuale, lo scrittore, il cineasta ma l’uomo e basta con le sue debolezze e le sue forze, con la sua umanità e la sua pochezza. Il punto di partenza sono quindi le sue lettere, il punto di arrivo è ancora sconosciuto ma va trovato in quel confine che lui stesso ha scelto come vita».

A seguire è in programma la proiezione del film “Arruso” di Franco Maresco e Daniele Ciprì con le loro surreali interviste a personaggi palermitani a proposito di Pasolini.