Nove spettacoli, tre tavole rotonde con ospiti internazionali, dedicate a Nino Gennaro, Pier Paolo Pasolini, al cinema Queer, una proiezione: il Festival Teatro Bastardo / Sicilia Queer, alla sua prima edizione e con la direzione artistica di Giovanni Lo Monaco, dal 6 al 15 novembre 2015 ha proposto una serie di appuntamenti che hanno avuto come filo comune i temi dell’attraversamento, della contaminazione, come del resto dichiara programmaticamente il suo essere “bastardo”, in una accezione che si vuole ribaltare. E d’altronde il Festival Teatro Bastardo ha anche contaminato ed è stato ospite di vari teatri della città: Teatro Massimo, Teatro Biondo, Teatro Montevergini, Teatro Libero, nel segno di una felice collaborazione. La direzione organizzativa del Festival TB è di Giovanna La Barbera.
Il Teatro Bastardo chiude la sua prima edizione con l’attribuzione del primo Premio Tina Pica, ovvero lo spettacolo più votato dal pubblico, che ha scelto “Cucù” di Francesco Romengo, e la cui attribuzione è stata rimandata per rispettare le vittime delle stragi di Parigi.

Il direttore artistico del Festival TB, Giovanni Lo Monaco, commenta: «Tirare le somme a caldo dopo una prima edizione così travagliata non è semplice. È vero: abbiamo avuto il sostegno dei teatri della città, di molti amici e di volontari che insieme a noi si sono spesi gratuitamente, investendo energie e autoproducendo molti spettacoli del cartellone, per un progetto che aspira a continuare negli anni e a diventare sempre più inclusivo e internazionale. Tanti gli spettatori di questa prima edizione, un grande successo di pubblico, con mille imperfezioni e innumerevoli difetti di un festival che muove i primi passi e che ha la vocazione di essere indipendente ma che, nonostante nasca come festival di teatro off, cerca di fare rete con le realtà istituzionalizzate di teatro (e non) della città. Questo primo step pertanto si conclude con la consapevolezza di avere attivato una macchina dalle grandi ambizioni, per cui speriamo per il futuro in un’attenzione sempre maggiore di istituzioni e pubblico verso un festival che cerca di aprire una riflessione su temi e problematiche attuali, che a volte, purtroppo, rimangono in coni d’ombra senza avere lo spazio di discussione e di pensiero che invece meriterebbero».